“Soft Air- Aria Compressa”: un intruso sul set
Previsioni meteo quasi estive (ossia: piove da un mese) e abbondanza di vita sociale (a voi l’interpretazione) sono due dei fattori che di tanto in tanto portano a dedicare un lunedì sera alla visione di un film trash che più trash non si può. “Soft Air- Aria Compressa” è un noto (?) capolavoro (??) del 1998, realizzato da un’allegra famigliola Castagna, che va ad inserirsi senza alcun dubbio nella top ten dei film più peggiori (scusatemi l’abominio grammaticale) di tutti i tempi, rasentando il podio.
Ma non voglio stare a descrivervi il suddetto capolavoro di raccolta differenziata, né prenderlo oltremodo per il culo dato che chiunque abbia realizzato una recensione in proposito ha già fatto tutto ciò peraltro in maniera minuziosamente dettagliata. Quello che voglio fare è sottolinearvi un dettaglio che a quanto pare era fino ad ora sfuggito anche agli occhi del critico più attento. Ma non è riuscito a sfuggire agli occhi di due anime alla deriva, sperse in un lunedì sera di pioggia battente.
La scena in questione è quella del ritrovamento del furgone abbandonato. Osservando attentamente alla sinistra del furgone è possibile notare abbastanza chiaramente la presenza di un intruso:

Su fatti recenti…
Cito testualmente da quello che io reputo attualmente uno dei capolavori più indiscussi di sarcasmo socio-politico, ossia il profilo facebook di un certo Ivan Bogdanov:
“E’ in prossima uscita, nei peggiori cinema italiani, il film sulla serata di Genova:
’2010, odissea nello Stadio’
Ingresso gratis, si entra a spinta.”
Capolavoro puro. Come altre perle regalateci dal genio che ha creato il profilo.
Ah, per piacere, non smazzatemi i coglioni con menate moraliste. Sappiate solo che non la penso come voi credete; ma se anche fosse, sarebbe un problema mio. Commenti a me non graditi saranno cancellati.
Scusate, questa non potevo non metterla

Da “Il naziskin”, Leo Ortolani, Le meraviglie della natura
ps: per favore evitate commenti razzisti, o accuse di razzismo. fatevi semplicemente una risata. io ci ho sputato un polmone a leggerla.
Frammenti del Guerriero
“Ci siamo trovati, più volte, faccia a faccia con la morte: abbiamo sempre combattuto e abbiamo sempre vinto. Adesso mi ritrovo faccia a faccia con la vita e non mi sono rimaste poi così tante energie per combattere ancora.”
Primi passi in un mondo nuovo
Ho finalmente sconfitto la pigrizia e sono riuscito a creare un blog su wordpress.
Non faccio promesse: rischierei di non mantenerle. Premetto fin da subito che c’è una discreta probabilità che questo blog abbia una vita discretamente breve.
Veniamo alla scelta del nome. Ovviamente ‘Dionisio’ deriva dalla lettura (eccessiva?) di Nietzsche. ‘Orunitia’ richiama invece una condizione pseudo-esistenziale, ma temo che in pochi possano capire (“Essere o non essere? Una linea tenue come la nebbia che svanisce sul far del mattino…”).
E il titolo? Bhe, deriva da una poesia di Verlaine, la poesia che ha dato il nome al decadentismo. Da un lato, Dionisio; dall’altro, ‘décadence’. Contradittorio, certo: un simbolo delle mille contraddizioni che assume quotidianamente una personalità molteplice quale la mia.
Cosa scriverò su queste pagine? Bhe, non ne ho idea. La maggior parte degli interventi saranno deliri momentanei, incomprensibili a molti, e magari spariranno pochi giorni dopo la loro scrittura. È forse un problema? Bhe, casomai è un problema mio.
E no, oggi non mi sento in vena poetica. Per ora ve la siete scampata bella; ma verranno tempi peggiori. Si stava meglio quando si stava peggio…
