Cronache di un (ormai meno) disastroso avanzamento di sistema, pt.2
Riprendo la cronaca da dove l’avevo lasciata ieri sera, ossia dall’ennesimo disastro, con Unity che non funzionava più. “Assurdo”, penso.
Ennesimo tentativo. Provo ad accedere con l’account di mio padre, e Unity funziona; roba di impostazioni, dunque. Cerco qualcosa su internet, e provo il comando unity –reset: la prima volta funziona e il menu ricompare, la seconda no. E nemmeno le successive: il comando non termina l’esecuzione, e se annullo con CTRL-C va tutto a quel paese e nemmeno lo spegnimento funziona più. Robe da chiodi.
Cronache di un (disastroso) avanzamento di sistema
Dopo lungo tempo, finalmente torno a scrivere qualcosa di serio che non riguarda la musica. La causa scatenante è un disastroso avanzamento della mia ormai consolidata Ubuntu alla versione 11.10. Come gli utenti di questo sistema ben sanno, già con la 11.04 era stata introdotta Unity al posto di Gnome, ma era ancora possibile mantenere quest’ultima; e così avevo fatto, visto che i miei primissimi- nonché isolati- tentativi di usare il nuovo DE si erano rivelati quantomeno fallimentari: una bella grafica, ok (ma funzionante bene solo con schede video aventi un minimo di qualità), ma decisamente poco funzionale e molto cervellotica. Senza pormi troppo il problema ero tornato a Gnome classico.
Ma con l’avanzamento alla 11.10 qualcosa cambia. Troppi pacchetti del tipo gnome* erano marcati per la rimozione per poter sperare che Gnome rimanesse presente senza colpo ferire: e infatti via tutto, resta solo Unity (affiancato oltretutto da una scialba versione 2D per gli utenti non dotati di scheda video decente). “Magari è migliorata”, spero. Invece no. Saranno paranoie mie, ma io ho bisogno di vedere dove sono le varie cose che apro, di poterle spostare, ma soprattutto di avere a portata di mano sia i bottoni per minimizzare, massimizzare, chiudere sia il menu principale. E invece no. Il menu è sostituito da un’oscena deck laterale a comparsa/scomparsa, in cui oltretutto non scegli te le applicazioni visibili, ma compaiono secondo un’improbabile scelta di sistema; e i pulsanti per la gestione delle finestre vanno a (con)fondersi tristemente con la barra superiore. Un’oscenità. Qualcuno ha pensato di sviluppare un’applicazione che permette di tornare al menu classico mediante un’icona, ma non basta. Non basta.
Tra calcio e tragedie…
Telecronaca di Bayern Monaco- Inter, ottavi di Champions League, 15/03/2011, 4 minuti alla fine dei regolamentari. Direttamente da Gold 7, Platinum Calcio:
Entra Nagatomo [...] Farà uno tsunami
Daniel O’Sullivan va in radio (e rivela un nuovo pezzo degli Ulver)
A quanto pare il buon Daniel O’Sullivan, polistrumentista trall’altro degli Ulver, ha preso parte in data 24 gennaio ad un programma radio e ha scelto i brani da trasmettere:
Playlist for the Daniel O’Sullivan special 24/01/2011
Hi All
A very big thanks to Daniel O’Sullivan for being our special guest and choosing two hours of most interesting music.
Never before have we witnessed such an eclectic offering. Just what this show is all about. “Music … and Vultures …. you may never have known existed”.
You can listen to the show again by clicking here.
Cheers! Steve
Ulver – February MMX (From the forthcoming album ‘Critical Geography’)
Mothlite – Zebras (From the forthcoming album Dark Age)
Chris Watson – Vultures, Nine Birds Feeding On Zebra Carcass, Itong Plains, Kenya
Gentle Giant – Black Cat
Ba-Benzele Pygmies – Song For Rejoicing After Returning From A Hunt
Atom™ – Mittlere Composition No. I
Offering – Tïlïm M’Dohm
Beau Brummels - Magic Hollow
Mario Davidovsky – Synchronisms No. I
Æthenor – Vyomagami Plume (From the new album, ‘En Form For Blå’)
Daniel O’Sullivan – A Strange Wind Blowing (From the soundtrack to Serena Korda’s puppet show, ‘A Strange Wind Blowing’)
James Brown – Down And Out In New York City
Jon Hassell – Power Spot
Heldon – Les Soucoupes Volantes
Miracle – Wild Nights (Taken from the forthcoming EP ‘Fluid Window’)
Mothlite – Dreamsinter Nightspore (Taken from the forthcoming album ‘Dark Age’)
John Foxx – He’s a Liquid
R.D. Burman – Jhuka Ke Sar Ko Puchho
Monk Hughes & The Outer Realm – A Piece For Brother Weldon
Steely Dan – The Boston Rag
Sidsel Endresen/Merriwinkle - Tunk
Sun Ra – Dreaming
(da phoenix98fm)
La playlist è una cosa da orgasmo, specialmente per un’anticipazione di quello che sarà il nuovo album degli Ulver.
Album che, come ben saprete, è stato tante volte annunciato ma sempre pochissimo è trapelato. Inizialmente pareva che il titolo avrebbe dovuto essere ‘Psyche’, poi è subentrato- appunto- ‘Critical Geography’. Recenti indiscrezioni parlano invece di ‘Wars Of The Roses’.
Su fatti recenti…
Cito testualmente da quello che io reputo attualmente uno dei capolavori più indiscussi di sarcasmo socio-politico, ossia il profilo facebook di un certo Ivan Bogdanov:
“E’ in prossima uscita, nei peggiori cinema italiani, il film sulla serata di Genova:
’2010, odissea nello Stadio’
Ingresso gratis, si entra a spinta.”
Capolavoro puro. Come altre perle regalateci dal genio che ha creato il profilo.
Ah, per piacere, non smazzatemi i coglioni con menate moraliste. Sappiate solo che non la penso come voi credete; ma se anche fosse, sarebbe un problema mio. Commenti a me non graditi saranno cancellati.
Scusate, questa non potevo non metterla

Da “Il naziskin”, Leo Ortolani, Le meraviglie della natura
ps: per favore evitate commenti razzisti, o accuse di razzismo. fatevi semplicemente una risata. io ci ho sputato un polmone a leggerla.
Alcest: nuovo album in cantiere
A fine mese esce il secondo full-lenght della one-man band francese Alcest, intitolato ‘Écailles de Lune’. Qualcuno ha parlato di ritorno a sonorità black metal, ma questo è vero solo per alcuni frammenti, e comunque solo per quanto riguarda la voce. Qualcun altro ha tirato in ballo gli Agalloch di ‘The Mantle’, e forse il paragone non è del tutto azzardato.Qualcun altro ancora ha gridato al capolavoro, e ciò mi sembra eccessivo, decisamente eccessivo.
Il precedente ‘Souvenirs d’un autre monde’ conteneva qualche spunto carino, ma nel complesso era decisamente troppo pesante da digerire. La mia prima impressione su questo nuovo lavoro- maturata tramite le anticipazioni su youtube- è che c’è stata una notevole evoluzione rispetto al primo disco, ma che manchi ancora qualcosa per poter sfondare. Alcuni spunti sono bellini, i pezzi nel complesso riescono a piacere, ma è ancora poco: anche ‘Écailles de Lune’ resterà, come il suo predecessore, un album da ascoltare in sottofondo, in quanto troppo pesante per essere apprezzato fino in fondo
Rimando ulteriori impressioni all’uscita del disco.
