’777- Sect(s)’, il nuovo album dei Blut Aus Nord

marzo 28, 2011 at 8:57 pm (Musica, Recensioni) (, , , , , , )

Se devo essere sincero i Blut Aus Nord non mi sono mai piaciuti più di tanto. Non che li conoscessi benissimo- giusto ‘Memoria Vetusta I: Fathers Of The Icy Age’ e quello che è reputato il loro lavoro definitivo, ossia ‘The Work Which Transforms God’. Di questi due, il primo lo trovavo troppo atmosferico, con quelle tastiere un pò trite e ritrite. Il secondo, invece, mi risultava troppo spigoloso, ben lontano da quel black tagliente ma al tempo stesso smorzato che tanto piace a me: indiziato principale una produzione troppo aggressiva, ma proprio i suoni non facevano per me.

Poi, un bel giorno, navigando alla deriva su youtube delusissimo per il secondo fallimento del Conte nel giro di poco più di un anno, mi imbatto in un brano dal titolo ‘Epitome II’, con una copertina più futuristica che black. Complice il titolo (ebbene si, di solito le song divise in più episodi tendono a essere dei buoni lavori) decido di provare ad ascoltarlo.

Ebbene, è passata una giornata ed io sono già innamorato di questo lavoro. L’album in questione porta il titolo di ’777- Sect(s)’, dovrebbe essere il primo capitolo di una trilogia ed è stato dato alle stampe molto recentemente, nel 2011 (non so il mese). Le caratteristiche fondamentali dello stile dei Blut Aus Nord permangono, specialmente in alcuni incipit spigolosi e particolarmente disarmonici, ma c’è una notevolissima apertura ad una dimensione nuova, fatta di un black metal molto più contenuto, finalmente privato di un’aggressione un pò fine a se stessa e orientato verso lidi maggiormente psicotici, avvilupanti, spesso strumentali. I brani (tutti intitolati ‘Epitome’, dall’ I al VI)diventano lunghi, anche oltre 10 minuti, e le vocals sono ridotte veramente al minimo sindacale. Non posso e non voglio fare paragoni azzardati, ma molte delle melodie di questo disco ricordano i lavori migliori proprio di Burzum, con soventi rallentamenti, note subliminali che creano un vortice mistico e, dietro a tutto ciò, una tastiera che detta atmosfere nascosta nel suo angolino. Tra i brani, consiglio specialmente ‘Epitome II’ e ‘Epitome VI’, entrambi strumentali.

Non voglio certo dire che questo lavoro sia paragonabile a capolavori quali ‘Filosofem’ o ‘Hvis Lyset Tar Oss’, certo, e non voglio nemmeno affermare che siamo davanti ad un capolavoro definitivo, visto e considerato che comunque ’777- Sect(s)’ mantiene dei punti meno coinvolgenti e un pò anonimi, ma sicuramente si tratta di una piacevolissima sorpresa, il primo disco veramente valido che ho sentito in ambito black metal in questo 2011 finora deludente.

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